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L'ORESTEA A BENEVENTO CITTÀ SPETTACOLO: Biglietti gratis agli studenti di Giurisprudenza

 

 

Data: 08/09/2015

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C.S.08.09.15
L'ORESTEA A BENEVENTO CITTÀ SPETTACOLO:
UNISANNIO REGALA 20 BIGLIETTI AGLI STUDENTI DI GIURISPRUDENZA
Mercoledì 9 settembre ore 12.30
Lezione della prof.ssa Aglaia McClintock: Dalla Vendetta al Tribunale

Il Dipartimento DEMM dell’Università del Sannio mette a disposizione 20 biglietti per la rappresentazione dell’Orestea programmata nel Festival Benevento Città Spettacolo il prossimo 13 settembre al Teatro Romano, per la regia di Luca De Fusco.

L’Orestea di Eschilo, unica trilogia ad essere sopravvissuta fino ai nostri giorni, racconta il passaggio da un sistema basato sulla vendetta ad uno basato sul tribunale. Si tratta dunque di uno degli argomenti base dell’insegnamento storico del primo anno della Laurea Magistrale in Giurisprudenza. Il Dipartimento DEMM metterà a disposizione 20 biglietti per la rappresentazione del 13 settembre al Teatro Romano. I biglietti saranno assegnati ai primi 20 studenti della Laurea Magistrale in Giurisprudenza che si prenoteranno via mail al seguente indirizzo: aglaia.mcclintock@unisannio.it.

Mercoledì, 9 settembre alle 12.30 in Via Calandra, dopo le prove di ingresso per gli immatricolandi, la prof. Aglaia McClintock terrà una lezione propedeutica alla rappresentazione, che costituisce una anteprima del corso di Istituzioni e storia del diritto romano.

Il passaggio dalla vendetta al diritto è un momento di difficile trasformazione in tutte le società in cui ha luogo. L’Orestea (Ὀρέστεια), la trilogia formata dalle tragedie di Eschilo Agamennone, Le Coefore, Le Eumenidi, racconta in versi indimenticabili il doloroso passaggio dal sistema della vendetta all’istituzione del primo tribunale, l’Areopago, che ruppe la catena del sangue apertasi con l’assassino di Agamennone.
Vietare una pratica non significa estirparla, cancellarla dalla vita sociale, soprattutto quando si tratta di una pratica come la vendetta, considerata per secoli, prima della nascita della comunità politica, come un dovere sociale al quale non ci si poteva sottrarre, pena la perdita dell’onore o del potere. Nonostante Draconte avesse vietato con una legge nel 621-620 a.C. il ricorso alla vendetta, gli Ateniesi continuarono per secoli a valutarla culturalmente come un comportamento ben più nobile del processo, che essi intendevano come «vendetta giudiziaria».