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VERSO IL RECUPERO DELLA LETTERATURA ANTICA SCOMPARSA

 

 

Data: 09/06/2016

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C.S.09.06.16
VERSO IL RECUPERO DELLA LETTERATURA ANTICA SCOMPARSA
Lettura non invasiva dei papiri di Ercolano con luce di sincrotrone
Interviene VITO MOCELLA - CNR - Istituto per la Microelettronica e Microsistemi - Napoli
Lunedì 13 giugno 2016 - ore 15.00
Dipartimento DEMM - Sala Convegni
Palazzo De Simone - Piazza Arechi II

Lunedì prossimo 13 giugno, all’Università del Sannio, il professore Vito Mocella del CNR terrà una conferenza dal titolo “Verso il recupero della letteratura antica scomparsa. Lettura non invasiva dei papiri di Ercolano con luce di sincrotone”. L’incontro aperto al pubblico si terrà, alle ore 15, nella Sala Convegni del Dipartimento DEMM, nell’ambito del corso di laurea in Giurisprudenza.
L’introduzione sarà affidata ai professori Aglaia McClintock dell’ateneo sannita e Natale Rampazzo del CNR di Napoli.
Vito Mocella è ricercatore al CNR-IMM-Istituto per la Microelettronica e Microsistemi e consigliere di amministrazione del CNR.
Alla conferenza sarà presentata la prima dimostrazione sperimentale di una tecnica non invasiva in grado di rivelare il testo dei papiri di Ercolano carbonizzati e pertanto estremamente fragili. Sepolti dalla famosa eruzione del Vesuvio del 79 d.C., i papiri rappresentano un tesoro perché sono l’unica biblioteca dell’antichità che ci è stata trasmessa nella sua interezza. Superando le difficoltà incontrate dai precedenti tentativi, la tomografia a contrasto di fase con luce di sincrotrone è in grado di rilevare il testo all'interno dei papiri, grazie alle proprietà di coerenza e all’alta energia della sorgente di sincrotrone. L’applicazione di questa nuova tecnica di imaging rappresenta un punto di svolta per lo studio della letteratura e della filosofia antica, in particolare per la ricerca sui testi ritenuti finora completamente persi.
Al fine di migliorare la tecnica di imaging, Mocella ha eseguito un'analisi sperimentale della composizione di inchiostro. In particolare il ricercatore ha usato una combinazione di tecniche con luce di sincrotrone e ha scoperto la presenza di metallo nell'inchiostro di due frammenti di papiro di Ercolano arrivando alla conclusione che i metalli sono stati utilizzati negli inchiostri diversi secoli prima di quanto si ritenesse in precedenza.